Non importa il contesto da cui estraggo questa preziosa citazione di Guia Soncini, è una verità assoluta, al di là di tempo, spazio e modo.
"Gli uomini che si innamorano di donne cui piaccia Ligabue sono molto più fortunati. "
(G. Soncini, La disfida di Lorenzo, in "D", p. 50, n. 722, 4 dicembre 2010)
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sabato 4 dicembre 2010
venerdì 19 novembre 2010
Fiocchi di cotone bianco
Sulla scia del recente fenomeno cartooniano su Facebook rilancio proponendo questo pezzo, semplice, ma da 90 (anche per origine storica tra l'altro).
Gli argonauti in questi due giorni hanno letteralmente spremuto le loro meningi, proponendo come foto del profilo combattenti dello spazio post-atomici, bambine dai capelli blu che si trasformano in cantanti procaci, ogni tipo di sportivo o sportiva, per non palare poi delle varie Marinaie dalla gonna troppo corta come Sailor Venus, Mercury, Mars o Kibiusa. Il risultato è stata una koinè culturale veramente ricca, un sincretismo degno del periodo tardoantico. Le varie generazioni e filosofie cartooniane si sono confrontate scrutando i relativi profili. Della serie "dimmi che cartoni guardavi e ti dirò chi sei". Io - che ho sempre pensato che l'essenzialità sia un valore e che vorrei aver inventato la frase "less is more" - ho deciso di postare sul mio spazio virtuale di riflessione culturale la sigla si un cartone purtroppo rimasto in sordina. Nessuno si è ricordato, o forse nessuno ha amato quanto me, Fiocchi di cotone per Jeanie. La sigla, interpretata della per sempre lodata Cristina D'Avena, viene ancora cantata a squarciagola da chi scrive. Molto Rossella O'Hara, molto Pomodori verdi fritti. Bellissimo.
giovedì 18 novembre 2010
N8
N8, che in lingua Olandese si pronuncia nacht, è il titolo dell'evento organizzato dalla città di Amsterdam in occasione della Notte Bianca. L'evento si tiene ogni primo sabato del mese di Novembre ed è ufficialmente conosciuto come la Amsterdam Museum Night Foundation.
Questo post non ha l'intenzione di raccontare pedissequamente l'evento (del quale si possono trovare facilmente informazioni sul link ufficiale http://www.n8.nl/english )quanto quella di porre l'attenzione sul gruppo di ragazzi che di N8/nacht sono gli organizzatori. Non c'è errore, ho detto ragazzi.
Questo post non ha l'intenzione di raccontare pedissequamente l'evento (del quale si possono trovare facilmente informazioni sul link ufficiale http://www.n8.nl/english )quanto quella di porre l'attenzione sul gruppo di ragazzi che di N8/nacht sono gli organizzatori. Non c'è errore, ho detto ragazzi.
In un paese dove, per fare qualsiasi cosa, viene richiesta almeno una esperienza decennale in tutti i campi questa notizia può far rifelettere, sperare arrabbiare. Ed il punto è proprio questo: ad Amsterdam, dove i ragazzi si sono conosciuti ed hanno fondato il comitato organizzativo, questa non è una notizia. Così come non è rivoluzionario lo statuto del comitato: gli organizzatori possono rimanere in carica per 3 anni al massimo, questo per evitare che le idee e la spinta creativa si affievoliscano.
Certo, questa non è una notizia. Non dovrebbe, comunque.
Certo, questa non è una notizia. Non dovrebbe, comunque.
giovedì 11 novembre 2010
LEGGI CHE TI PASSA
Sono un feticista del libro. Scorrere le pagine, lasciare su di loro l'impronta delle mie dita e il segno impreciso della matita è una forma di conquista. Lo spazio, fisico e mentale, della pagina e del libro mi appartengono dal momento in cui li profano. Le parole compaiono identiche in tutte le copie dello stesso libro. In ciò che ne facciamo trovano le rispettive sfumature.
L'arrivo del Kindle, dell' IPad e di tutti gli e-book digitali ha minato l'esistenza di uno degli ultimi spazi di privacy analogica (escludendo il peccato di Onan ed altri pruriginosi passatempi). Non riuscivo - e ancora fatico a farlo, lo ammetto - ad accettare l'ingerenza e la capillarità della rete tra le mie pagine. Guardando questo video però, non riesco a rimanere indifferente alle nuove potenzialità che la tecnologia ci offre.
e poi..non sempre sono così intelligenti le note che appuntiamo . Nei libri o su altri palinsesti
sabato 6 novembre 2010
pillola di saggezza (questa volta mia)
Ho riflettuto e ho capito che il confine tra vestimento e tra-vestimento spesso sta nel non saper portare un paio di baffi.
Storia di una climax: Lanvin for H&M
Il 23 novembre 2010- come è scritto ormai su qualunque sito, blog, pagina Facebook, Twitter, affiche pubbliciatrio e forse persino su qualche foglietto illustrativo - uscirà la collezione ideatata dal designer israeleiano Alber Elbaz, direttore creativo della maison Lanvin. Certo, per questa iniziativa, che segue le precedenti collaborazioni con Karl Lagerfeld, Stella McCartney, ViKtor & Rolf, Roberto Cavalli, Comme des Garcons, Matthew Williamson e Jimmy Choo, non è mancato il tam tam mediatico, sopratutto in rete.
Il video, interpretato da una come sempre bellissima Natasha Poly, possiede tutti i crismi per essere considerato un corto d'autore. Scopro addirittura, mea culpa, che il video-campaign ufficiale era stato anticipato da un video di backstage, in cui però tutti gli abiti erano stati oscurati per non anticipare nulla alle future clienti. Quando nel 2004 uscì la collezione di Karl Lagerfeld, nel mio paese nessuno o quasi ne sapeva nulla. Il senso di attesa, simile a quello di bambini davanti a natale , nei confronti di una capsule low budget, disegnata però da uno dei più grandi couturier, era una fenomeno incomprensibile ai più. Una cosa da città della moda, da fashionisti sfegatati e anche un po' loony, come quelli che si possano incontare solo a Milano o a Parigi. Questo scetticismo diffuso e questo disinteresse per un fenomeno che ora fa stragi durante le ore di coda, mi permise di acquistare un abito signé Karl (e H&M, ahimè) ben molti giorno dopo l'uscita della collezione.
Ero in Svizzera con mio padre e dentro lo store di Ginevra vi erano parecchie rimanenze delle joint venture tra il Kaiser e la catena mass market. Forse colpa del poco gusto degli svizzeri di cui una nota presentatrice italiana ed ex moglie di cantante ne è un lampante esempio?
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Le robe noir Karl Lagerferld per H&M trovato a Ginevra |
Ero in Svizzera con mio padre e dentro lo store di Ginevra vi erano parecchie rimanenze delle joint venture tra il Kaiser e la catena mass market. Forse colpa del poco gusto degli svizzeri di cui una nota presentatrice italiana ed ex moglie di cantante ne è un lampante esempio?
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L'ambito trench Viktor & Rolf per H&M |
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| Pantalone alla turque Comme des garcons per H£M |
Poter dire: "Io c'ero" ti fa sentire parte della comunità ideale di chi condivide un'esperienza e una passione; al di là delle differenze culturali, sessuali e di genere accorriamo tutti alla corte di Re Moda e siamo qui riuniti per aggiudicarci un capo firmato low price.
Dalla collaborazione con Comme des Garcons il fenomeno ha preso piede e ha raggiunto una dimensione di massa. L'anno seguente le addicted di Jimmy Choo avevano assediato lo store di San Babila già il giorno precedente l'uscita della collezione, assicurandosi così l'entrata privilegiata. Ed fu in quel momento che decisi di abbandonare il campo ancora da vincente, snobbando chi, aveva perso due intere giornate lavorative o di studio per un sandalo in pelle, neppure tanto bella. (Tutto ciò ha un nome: invidia e insofferenza nei confronti delle masse, sopratutto se sotto forma di coda).
E parafrasando il vate Luciano Ligabue pronostico che "il meglio deve ancora venire". Il 23 novembre, data di uscita sul mercato della collezione di Lanvin, si avvicina. Sul sito dell'etichetta del fast fashion è addirittura presente un dettagliatissimo regolamento che disciplina le code, gli accessi e gli acquisti. Ricorda vagamente, purtroppo, le file e gli acquisti razionanti in tempo di guerra. Gli ingressi sono dilazionati e scanditi in base al colore del braccialetto che viene consegnato dal personale durante la coda ed é possibile acquistare un solo capo. Scelta che provocherà attacchi di panico e sospiri angosciati delle fille di tutto il mondo.
sabato 23 ottobre 2010
pillole di saggezza (altrui)
Passeggiando in biblioteca alla ricerca di non so che libro mi sono imbattuta in un volume di piccolissimo formato: La bambina filosofica. PIllole di saggezza altrui di Vanna Vinci. Non sono una fan di fumetti e tanto meno di graphic novel, non ho letto Sin City e tanto meno Persepolis ma questo libello è divertente e interessante anche per i non addicted. Citazioni e aforismi di illustri pensatori, scrittori o personaggi pubblici del nostro tempo vengono interpretati iconograficamente da questa bambina, già caustica e irriverente nonostante l'età, già stressata e disillusa nonostante la fanciullezza.
Sfogliando più attentamente ho scoperto che l'autrice, Vanna Vinci, ha già all'attivo varie pubblicazioni ed è un'illustratrice molto apprezzata.
Esiste anche il sito ufficiale dedicato a La Bambina Filosofica, dove si può leggere anche la sua intervista, dove la protagonista rilascia dichiarazioni ovviamente ciniche e a dir poco taglienti. Eccone un piccolo estratto:
"Le capita spesso di arrabbiarsi col prossimo? Spessissimo, mi applico anche. L'arte dell'ira non è un dono innato, bisogna lavorare duro. Del resto, il prossimo, come lo chiama lei, è un intruso, una seccatura... Come lei, del resto! Io mi adeguo, mi incazzo, cerco la strage e convoglio tutta la mia energia per fare di voi grattacapi, il prossimo appunto, la mia fonte massima di ispirazione. A volte tenderei anche a eliminarlo, il prossimo… per esempio la bambina dei vicini... però quella è sfuggente come un'anguilla... Lei per caso ha visto dov'è andata?"
Per coloro che non si sentono mai le Candy-Candy della situazione, che all'odiosa perfezione di Lucy di Seventh Even preferiscono la (e)marginalità sociale di Daria, che odiano i mush mellow solo per il colore troppo "baby", una nuova, e non ultima, una bad icon.
A proposito di questa -finalmente dichiarata- passione per la cattiveria e il politicamente scorretto, ecco il link di un intervento a Radio24 della mia professoressa Patrizia Martello, durante la trasmissione "Essere e Avere".
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=moda-societa-viaggio-900-cattiveria-tempi-guerre-cambiamenti-storia-
Sfogliando più attentamente ho scoperto che l'autrice, Vanna Vinci, ha già all'attivo varie pubblicazioni ed è un'illustratrice molto apprezzata.
Esiste anche il sito ufficiale dedicato a La Bambina Filosofica, dove si può leggere anche la sua intervista, dove la protagonista rilascia dichiarazioni ovviamente ciniche e a dir poco taglienti. Eccone un piccolo estratto:
"Le capita spesso di arrabbiarsi col prossimo? Spessissimo, mi applico anche. L'arte dell'ira non è un dono innato, bisogna lavorare duro. Del resto, il prossimo, come lo chiama lei, è un intruso, una seccatura... Come lei, del resto! Io mi adeguo, mi incazzo, cerco la strage e convoglio tutta la mia energia per fare di voi grattacapi, il prossimo appunto, la mia fonte massima di ispirazione. A volte tenderei anche a eliminarlo, il prossimo… per esempio la bambina dei vicini... però quella è sfuggente come un'anguilla... Lei per caso ha visto dov'è andata?"
Per coloro che non si sentono mai le Candy-Candy della situazione, che all'odiosa perfezione di Lucy di Seventh Even preferiscono la (e)marginalità sociale di Daria, che odiano i mush mellow solo per il colore troppo "baby", una nuova, e non ultima, una bad icon.
A proposito di questa -finalmente dichiarata- passione per la cattiveria e il politicamente scorretto, ecco il link di un intervento a Radio24 della mia professoressa Patrizia Martello, durante la trasmissione "Essere e Avere".
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=moda-societa-viaggio-900-cattiveria-tempi-guerre-cambiamenti-storia-
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