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lunedì 11 aprile 2011

Nutella 150

Per i 150 dell' Unità d'Italia, anche il nostro miglior portabandiera di sempre ha voluto rendere omaggio alla ricorrenza. Una serie limitata dove si celebrano l'arte, la storia, il design e l'architettura italiani.
Il restyling celebrativo è opera del gruppo ARC'S_independent creative agency (http://www.arcs.to.it/);
e - anche passando per luoghi molto comuni - riesce comunque a ricordare/ricordarci il bello che ha attraversato la nostra storia (ma la fanfara??!!)










venerdì 8 aprile 2011

Fight da Faida

La faida in questione per una volta (e per fortuna aggiungo) non riguarda  famiglie criminali. 
I protagonisti di questa street faida sono invece il celeberrimo street artist Banksy e la sua nemesi, il misterioso Robbo.
tale Robbo, con il supporto della sua crew, ha deciso che è giunta l'ora di levare il re dal trono. A colpi di aggressività, talento bombolette spray; tutto in nome della street credibility (e della gloria). 








mercoledì 6 aprile 2011

GEEK vs NERD

 Domando scusa. Invoco la Pietà dei Nerd.
Nel post precedente ho parlato di nerdismo orgoglioso in riferimento a questa folgorante collaborazione Apple / Playmobil (http://freshbasileveryday.blogspot.com/2011/04/hi-tech-kids.html); in verità avrei dovuto parlare di geek.
Dal Verbo di Wikipedia:

Geek:(pronuncia: /ɡiːk/) è un termine di origine anglosassone, indicante una persona affascinata dalla tecnologia. Il significato di geek non coincide con quello di nerd, avendo una connotazione positiva almeno tra coloro che si fregiano del termine e amano etichettarsi in tal modo.
[…]Esistono diversi tipi di geek. Il geek informatico è il più noto, ma per estensione ogni campo di studi e molte realtà culturali hanno i loro geek. Per esempio esistono geek in politica,geografiascienze naturalimusicastorialinguisticasport, ma anche tra i giocatori di ogni genere, tra i radio-amatori, tra i fruitori di anime e manga (rispettivamente animazione e fumetto giapponesi), più spesso detti otaku, tra gli appassionati della serie televisiva Star Trek, chiamati trekkie o trekker, e in molti altri ambiti ancora.

                     

Quindi, mi scuso con gli amici nerd, ai quali dedico questo spezzone tratto da un masterpiece degli anni ’80.

                        

lunedì 4 aprile 2011

HI-TECH KIDS

In questi tempi di Big Bang Theory e nerdismo orgoglioso. ho avuto un' ulteriore dimostrazione di quanto  Apple sia ormai prossima alla beatificazione; a dimostrarlo una clamorosa joint venture con il mondo Playmobil.

N.B. Prego notare la figura del guru Steve Jobs con lupetto nero e jeans d'ordinanza e -chicca tra le chicche - la presenza di monopattini ipertecnologici  e sicuramente molto ecologically correct.










lunedì 28 marzo 2011

creATTIVITA' (???)

Questo post avrebbe la dichiarata intenzione di stimolare una riflessione, un dibattito sull'insegnamento all'interno delle facoltà di architettura, design, arti applicate.
Dopo esserci imbattuti in questo blog ad opera di Robert Janson, (http://jansonrobert.blogspot.com/) abbiamo constatato per  l'ennesima volta come, sempre più all'estero e sempre meno in Italia, la sperimentazione sul campo sia considerata sempre più un lusso. Una zavorra in alcuni casi; sia essa tecnica, artistica, concettuale.
Quasi come se una bolla invisibile delimitasse il sapere/vedere dallo sperimentare/vivere. 

Alla Lund School of Architecture (Svezia) evidentemente la pensano in maniera differente, come dimostrano le immagini scattate durante un workshop sull'utilizzo di materiali poveri, di fortuna, come forme di sperimentazione architettonica.

Gli studenti della Technische Universitat Darmstadt, Germania, hanno invece sviluppato un progetto per una casa passiva con sistema di fotovoltaico/ solare termico integrati. E il team di universitari ha vinto il primo premio per la Decathlon Competition.




Sinceramente ho provato molta invidia nei confronti di questi studenti - ma gli esempi, dalla Korea, alla vicina Spagna, sono veramente tanti e diversificati.
E se anche in Italia cominciassimo a pensare al fare come ad una fase dell 'apprendere? 


domenica 27 marzo 2011

La libertà di "Lusso"

Da qualche giorno nella città di Pechino non è più possibile utilizzare la parola "lusso" nei manifesti e nelle campagne pubblicitarie  promosse nella città. Si dice sia per evitare di creare aspettative  -inevitabilmente tradite- nei compratori delle migliaia di nuove abitazioni  che si propongono sulla carta come lussuose e altolocate mentre in realtà sono tutt'altro. La galassia di brand occidentali, che in Cina guadagna sempre più addicted e affezionati, non potrà più fregiarsi della parola e dell'universo semantico legato alla parola lusso. Concentrato di significati e valori a cui i sempre più numerosi nouveaux riches cinesi ambiscono e che i prodotti del fashion e del design occidentali rappresentano e di cui sono strumento ostentativo per dirla come Veblen. Forse è per questo che tra i maggiori nuovi collezionisti di arte compaiono sempre più cognomi cinesi. Oltre la moda, il design, l'arredamento e le automobili il vero lusso è possedere un'opera d'arte, unica o quasi. I nuovi milionari e miliardari cinesi imitano i consumi dei loro "compagni" (parola forse non troppo comunista per questi ragazzi nati all'alba della rivoluzione culturale) europei e americani. 
Dopo la censura sui concetti di democrazia e libertà, dopo le omissioni e i tagli sulle vicende dei monaci buddisti in Tibet anche il lusso finisce sotto l'accusa della commissione censoria cinese. 

venerdì 25 marzo 2011

PET (in) ARCHITECTURE

Alcuni anni fa, In Giappone prima e in Italia mai, usciva un libro, intitolato Pet Architecture, scitto da Yoshiharu Tsukamoto, membro fondatore dello studio di Architettura Atelier Bow wowhttp://www.bow-wow.jp/).



Il testo (per lo più in giapponese ma ricchissimo di immagini) mostra quella pet architecture che di Tokyo, ed in generale dell’architettura urbana in Giappone, è componente fondamentale. Architetture domestiche, fragili e stoicamente provvisorie che sono (micro)tessuto connettivo delle città.


  
                                                    

E, per estensione , si può parlare di pet architecture anche guardando le vending machine giapponesi,presenti ovunque e simbolo della frammentarietà della città stessa.



Scrivo tutto questo non per fare una tarda recensione di un libro comunque interessante ma perché stuzzicato da una nuovo filone della fotografia per l’architettura; una Pet Architecture dove i nostri simpatici pet esplorano edifici patinati, nello stesso modo in cui le scimmie di 2010 Odissea nello spazio guardano il monolite nero.